Le borgate

Bourdzô
 
Boù la pèira
curô
dint lë coer dla mountagnë
î l'on fait lâ vèlha bourdzô
d'la valaddë
qué sou meurs
fousson souliddi e guents...
Boù lou bilhoun
plu baou
da pîn e dâ bletoun
î l'on fait lambourna e lâ traou
p'lou fetri e p'lou cubers
dâ cazèi
que për sent e sent ôn
on abricà notri vèi...
Enqèou
lou cazèi î soun chiùttou
s'la tzarìërë pousirouzë,
î sou vèout
sens lingrùmma ni brai dà minô,
sens lou-z-ommi,
squintô
dâ travôlh, que s'arpaouzon
agrëmoulô
su l'indôl dë la portë:
dapèrtout
la Ih'à 'I vëaut, Ih'à la mort!.
Lou tèi soun sens vatza
e 1â catza
î sabbon pa mai lë parfun
d'la boune toumme e da lait
pénë mouzù...
Din lâ velha bourdzô
lë soufle à brôlhe nèut e dzourn,
a fai tramoulô
lou cazèi
'd notrî vèi,
a s' enfiële dësou fetri e cubers
e à ravadzë en coulèrë...
Lâ fënètra sens vèiri
I parèison c'mà d'èau qu' veion pô,
ubèrs
su la tristë soulitùddë,
dint lë vèaut e su 'l rien.
 
Borgate
 
Con le pietre
estratte
nel cuore della montagna
hanno costruito le vecchie borgate
della valle
perché i loro muri
fossero solidi e sicuri...
Con i tronchi
migliori
dei pini e dei larici
hanno fatto assi e travi
per le capriate e per i tetti
dei casolari
che per cento e cent'anni
hanno ospitato i nostri vecchi...
Oggi
i casolari sono silenziosi
sulla strada polverosa
sono vuoti
senza lacrime né strilli dei bambini
senza gli uomini
stanchi
del lavoro che si riposano
raggomitolati
sulla soglia di casa:
dappertutto
c'è il vuoto e la morte!...
Le stalle sono senza mucche
e le cantine
non sanno più il profumo
della buona toma e del latte
appena munto...
nelle vecchie borgate
il vento urla notte e giorno
e fa tremare
i casolari
dei nostri vecchi
s'infila sotto le capriate e i tetti
I e devasta incollerito...
Le finestre senza vetri
appaiono come occhi spenti
aperti
sulla triste solitudine
nel vuoto e sul nulla...

Le borgate ed i loro nomignoli

Anche nella valle di Pragelato, com'è costume quasi ovunque, è d'uso comune imporre degli appellativi, o nomignoli, a determinate persone, spesso a famiglie intere, per distinguerle da altre in caso di omonimia o per sottolineare certe caratteristiche fisiche o morali o relative alle abitudini, al luogo di nascita o di residenza. Questi nomignoli (subriquée) non si riferiscono solo alle persone o alle famiglie singole, ma si estendono agli abitanti delle singole borgate, sempre tuttavia in modo scherzoso e senz'ombra di malizia e di risentimento. Tali appellativi derivano quasi sempre dalla posizione del villaggio, dagli usi e dalle abitudini particolari degli abitanti e non hanno mai dato luogo a contese tra borgata e borgata. Ecco i nomignoli con cui da tempo immemorabile vengono denominati gli abitanti delle singole borgate o villaggi:

  • La Ruà: loû tsô (i gatti) perché presumono di essere i più furbi tra i loro conterranei;
  • Allevè: laz oulivetta (le allodole) perché sono mattinieri come questi uccelli;
  • Chezal: loû nhals (i guardando) in quanto accovacciati l'uno vicino all'altro per ripararsi dal freddo;
  • Duc: lou tartarucs perché testardi;
  • Grand Puy: loû dzalucs (i galli) perché situati in posizione molto elevata o loû avoucô (gli avvocati) perché fu l'unica comunità che tentò una causa al Re di Francia alla revoca dell'Editto di Nantes;
  • Granges: lou courô (i corvi) e la bròve dzent (la brava gente);
  • Jousseaud: la ribatouira (i rotolanti), dal momento che la borgata è posta sopra un ripido pendio e sembra rotolare nel sottostante Chisone;
  • Laval: lou sublarîn ( i fischiettanti)
  • Pattemouche: gratte merde (i noiosi) o lâ moutsa (le mosche) perché essendo residenti nel villaggio ritenuto "petite ville" pragelatese, non perdevano occasione di vantarsi al punto di infastidire il prossimo;
  • Plan: la brousillhe (i rami secchi) per la grande quantità di ramoscelli che si trova ai piedi dei larici;
  • Rif: lâ voulps (le volpi) perché la borgata giace in una conca che può sembrare la tana di una volpe;
  • Rivets: lou derboûn (le talpe) o lou pentsi (i pettini)
  • Seytes e Troncea: louz agoini (i grossolani) perché residenti nelle due borgate più sperdute in cui la civiltà si è sviluppata lentamente;
  • Souchéres Basses: lâ manenllha (manici del secchiello);
  • Souchère Haute: lâ pentsenetta (i pettini fini) forse a causa della loro meticolosità nel parlare;
  • Traverses: lâ vésa (i cani) perché favellano molto senza costrutto;
  • Villardamond: lou macaroûn (i maccheroni) perché mangiano molta pasta;
  • Val Tronche: louz ilen;
  • Tronchée: louz agoini

Alcune borgate nel dettaglio

La Ruà (la Riô m 1508)

La Ruà

Capoluogo del Comune di Pragelato. In questa frazione si trova la Parrocchiale di Santa Maria Assunta costruita negli anni 1686/1688 da Luigi XIV. Subì diversi restauri e fu consacrata il 29 agosto 1818; le pitture incorso di restauro datano 1902. Pregevoli sono i quadri dell'altare maggiore (Dufour) e degli altari laterali. È visibile il giglio di Francia. Sono presenti due antiche fontane in pietra con lo stemma sabaudo.

Souchères Basses (m 1475)(Lâ stsiëra)

Souchères Basses La cappella dedicata alla Madonna della Neve ha due meridiane dipinte da Zarbula.

Souchère Haute (La stsiërë) (m 1530)

Souchères Haute Alcuni affreschi trecenteschi posti sul muro esterno di una casa privata riproducono motivi floreali. Esisteva una chiesa dedicata alla Santa Croce, infatti oggi giorno è rimasta la fiera autunnale del 14 settembre. È sede degli impianti olimpici 2006 dei trampolini di salto.

Granges (Lâ Grandza) (m 1561)

Granges In questa borgata si trova la più fontana (1614) in pietra recante il Delfino, il Giglio di Francia epoca storica degli Escartons.

Rivets (Loû Rivée)

Piccola borgata fra Souchere Haute e Granges è sede del Museo del Costume e del Museo degli Escartons.

Traverses (Lâ Traversa) (m 1603)

Traverses

In questa frazione si trova la Parrocchiale di San Lorenzo edificata nel 1688 da Luigi XIV, eretta in parrocchiale nel 1689 e consacrata il 5 luglio 1779. Si trova, inoltre, una bella fontana in pietra recante la Croce Sabauda.

Duc ('l Dûc) (m 1761 Duc d'avôl) (m 1783 Duc d'amount)

Chiesa di Duc Si trovano i resti di una bella meridiana settecentesca. Nella borgata si trova la cappella della Natività di Maria Vergine eretta nel 1751.

Allevè (L'Alavé) (m 1828)

Alleve Borgata disabitata dal 1966 ma attualmente è interessata da un progetto di restauro. È collegata alla nazionale con una carrozzabile percorribile tutto l'anno.Ha una cappella dedicata a Notre Dame des Neiges costruita nel 1772.

Fausimagne (Fausimanhë)

È situato al confine con Usseaux, fu abbandonata nel 1948.

Chezal ('L Tsésôl) (m 1850)

Chezal La borgata si caratterizza per la presenza di tipiche abitazioni situate a ridosso della chiesetta del Sacro Cuore di Maria risalente al 1853. Ora è disabitata dal 1975.

Villardamont ('L Viardamount) (m 1787)

Villardamont La frazione ha in corso notevoli interventi di restauro con una splendida vista sulla Val Troncea. E' collegata alla strada Nazionale con una carrozzabile, percorribile tutto l'anno. Nell'abitato si trova la cappella di San Giovanni Battista del 1753

Rif ('L Riou) (m 1820)

Rif Borgata abbandonata nel 1960 è situata in una splendida conca a valle del Genevris. È ormai quasi totalmente diroccata.

Grand Puy ('L Péau) (m 1831)

Grand Puy È abitata d'inverno da un solo abitante residente. Sede della Chiesa vicariale di San Giovanni Battista (1739), La borgata fu semidistrutta da un incendio del 20 gennaio 1924. Ora, frazione quasi tutta ristrutturata, ha una splendida fontana ed è raggiungibile tutto l'anno.

Laval (Lavôl) (m 1677)

Laval Borgata disabitata dal 1942. Si trova la chiesa parrocchiale di San Giacomo (eretta in parrocchiale nel 1698) e di un piccolo cimitero chiamato "dei minatori". In questo cimitero sono sepolte le salme di 74 delle 81 vittime di una terribile valanga che, nel 1904, travolse gli operai che scendevano a valle dalle miniere del Beth. La campana è quella presa dal tempio valdese di Tronchée. La vecchia chiesa distrutta da una valanga (17 maggio 1711 e 18 marzo 1755). La nuova chiesa, l'attuale, fu consacrata il 30 luglio 1758. Il 26 aprile 1944 il villaggio fu incendiato dai nazifascisti.

Pattemouche (Pattemouutsë) (m 1589)

É la frazione più antica, anch''essa incendiata dai nazifascisti (11 agosto 1944)

Plan ('L Plan) (m 1582)

Plan Nella borgata sono apprezzabili alcune vecchie baite. In questa borgata si trova una bella fontana in pietra risalente al 1763 recante la Croce Sabauda. È sede del "centro fondo" e sarà sede delle gare olimpiche 2006 dello sci di fondo.

Jousseaud (Daousaout) (m 1786)

Nel 1899 aveva 70 abitanti. Ora è disabitata dal 1942.

Seytes (lâ Sèita) (m 1919)

Seytes È situata nel Parco della Val Troncea. Nel 1899 ha 38 abitanti ed è disabitata dal 1930. Fu bruciata dai tedeschi il 26 aprile 1944 e rimane una sola casa. I suoi abitanti erano provetti scultori e falegnami: i vecchi mobili sono vere opere d'arte.

Troncea (Tronche; La trountséië) (m 1915)

Troncea È situata nell'area del Parco Val Troncea. Con Seytes, è la frazione più alta del Comune. Nel 1899, all'epoca delle miniere del Beth, aveva 85 abitanti ed ora è disabitata dal 1922. La frazione fu incendiata dai tedeschi il 26 aprile 1944 e rimasero solo sei case. Ridotto ad alpeggio è ora oggetto di importanti interventi di restauro ad opera della Comunità Montana, del Comune di Pragelato e della Val Troncea.

Sestriere (Sitriërë)

Fu borgata di Pragelato fino al 18 novembre 1934 quando fu istituito il Comune di Sestriere, e gran parte del suo territorio è ancora di proprietà del Comune di Pragelato. È sede di casa vicariale con cappella dedicata alla Visitazione di Maria Vergine e dipende tutt'ora dalla Parrocchia di Traverses.

Frazioni ormai ridotte a ruderi

  • "lou Mouraou": situata al confine con Fraisse, sulla destra orografica del Chisone.
  • "la Tjalmetta": situata in quota di fronte a Traverses.
  • "'l Coin": a monte di Villardamond
  • "loû Nai": in prossimità di Jousseaud
  • "loû Jabets":nelle vicinanze di Seytes

Realizzato in collaborazione con il Sig. Alex Berton